Io, me e Facebook

L'immagine di questo post si riferisce a qualcosa che ho vissuto qualche giorno fa. Ci ho messo un po' per carburare e per accettare la cosa, ed ecco perché ve ne rendo partecipi solo adesso.

Io ho trovato la mia nemesi, il mio doppelganger, l'altro me stesso. E Facebook mi si è duplicato.

Io faccio una cosa e poi la faccio di nuovo. Laura crede di avere due ragazzi. Io credo di essere doppio e al tempo stesso uno.

Per i più increduli di voi, no, non ho modificato a mano l'immagine ... né mi sognerei di perdere del tempo a farlo! Mi sono sdoppiato. Ci sono due Marzu in circolazione, aiuto!

Ricettario #5: tortini al cioccolato

La ricetta di oggi può uccidere i più deboli e danneggiare le capacità di discernimento di almeno il 90% di voi. È consigliabile l'uso e il consumo solo sotto osservazione da parte dei genitori, e dei nonni.

Ingredienti (per 6-9 porzioni):

  • 3 uova
  • 175g di cioccolato fondente puro al 75%, se ne avete della Venchi avete vinto ...
  • 125g di burro (Laura scusami, ma è stato più forte di me)
  • 110g di zucchero a velo
  • 30g di farina di grano 00 setacciata

Per disporre i vostri "dolcetti" avrete bisogno di alcune coppette. Sono molto comode quelle in alluminio della DomoPack, che volendo possono risultare anche multiuso (appena sperimentato).

Preparazione:

Si montano le uova con lo zucchero e la farina. A parte, magari a bagnomaria, si fanno scogliere il burro e la cioccolata, anche insieme. Se volete provare ad assaggiare fate pure ... è ammesso! Poi si uniscono le uova al cioccolato e si monta in modo da ottenere un composto uniforme. Io sono senza sbattitore, ho dovuto fare a mano e non è la cosa più bella al mondo ...

Fatto questo bisogna imburrare le coppette, fino a 3/4 oppure fino al bordo, riempirle fino a metà, e metterle in forno a 190/200 gradi. Bastano 8-10 minuti per la cottura, anche se molto dipende dal forno (mia sorella li fa stare 8 minuti, io ho dovuto lasciarli per 15 minuti ...). L'importante è che una volta cotti risultino solidi all'esterno, ma con un cuore di cioccolato fuso ben caldo. Conviene provare con un tortino alla volta, assicurandosi di avere un discreto numero di assaggiatori per le varie prove. Io e Alberto siamo soli a casa e abbiamo provato un totale di 3 tortini. Siamo in preda a visioni mistiche.

Ringraziamenti:

Un tortino ...

Per questa ricetta va ringraziata e premiata mia sorella Claudia. Eventuali dipendenze che vi verranno dopo aver provato questo dolce sono da attribuire a lei. Io non voglio saperne nulla ...

P.S. Allego qui anche un'immagine di un tortino rovesciato sul piatto e mangiato caldo caldo mentre scrivo questo post ...

My reply to Reply

Qualcuno di voi, forse la stragrande maggioranza, sa dei miei recenti contatti con la società Reply a Milano. Forse sapete tutti dell'ottima offerta che mi hanno proposto e di quanto fossi rimasto positivamente colpito dall'azienda (vedi per la struttura, vedi per l'organizzazione, vedi per la bontà dei prodotti, etc). Non tutti però sanno degli sviluppi delle ultime settimane. E in dettaglio di quelli dell'ultima ora.

Questo martedì sono finalmente riuscito ad avere da Reply Services la famigerata lettera di impegno relativa alla loro offerta. La guardo, tutto soddisfatto e contento (già ansioso per il fatto di iniziare a dover prendere le distanze da Uniteam), e dopo qualche minuto inizio a storcere il naso. Sulla lettera infatti trovo un paio di dettagli che non andavano:

  1. innanzitutto 3 mesi di prova. Lascio un lavoro solido e assicurato per spostarmi in un'azienda in cui per i prossimi 3 mesi posso essere sbattuto a casa senza preavviso. Un po' come tornare alla precarietà ...
  2. Oltre i dettagli del contratto CCNL (livello di inserimento, RAL, e la fantasmagorica qualifica interna a Reply) non c'è nulla altro. Mi chiedo perché si siano dimenticati dei dettagli sui ticket giornalieri, ad esempio
  3. Mi dicono che la mia sede è quella di Milano, ma potrei essere spostato qua e là (senza indicare se in Italia o all'estero) a seconda dei casi. Ci sto. Ma per il rimborso come la mettiamo?

Fatto sta che ne parlo con mio padre, il quale mi dice che il mio punto di vista non è sbagliato e che magari c'è qualcosa da cambiare. Innanzitutto i ticket devono essere indicati, poi i rimborsi spese devono essere dettagliati in modo opportuno, e poi il periodo di prova avrei dovuto provare a contrattarlo. E' così che decido di chiamare prima l'amministrazione del personale di Reply, e poi la dott.ssa Spreafico (la mia (im)probabile manager).

Espongo i miei punti e mi sento rispondere che la lettera ha un format standard valido per tutti, anche per i dirigenti. Le cose opzionali come ad esempio i ticket e i benefit aziendali non sono indicati sulla lettera. Ma non basta, mi dicono che non sono indicati nemmeno sulla lettera di assunzione (quindi sul contratto di assunzione!). Manager e personale si rimbalzano un po' le responsabilità, e capisco che per i ticket quasi non c'è speranza di vedere qualcosa di scritto, e per i rimborsi spese non sanno bene come comportarsi, e la situazione è ancora peggio di quella dei ticket. Il discorso mostra così tanta flessibilità che non accenno nemmeno ai 3 mesi di prova ...

Allora faccio come mi suggerisce la Spreafico e scrivo una mail in cui chiedo che le cose ovvie vengano messe nero su bianco. Per esigenze di chiarezza, e perché non mi sembra di chiedere cose fuori dal mondo. Aspetto due giorni, e oggi mi telefona un'altra ragazza del gruppo del personale. Mi chiede di nuovo cosa c'è che non va. Espongo il mio punto di vista, e lei rimarca il fatto che la lettera che fanno è uno standard per tutti, che è fatta a norma di legge, che non si può cambiare etc etc. Ripeto ancora il mio problema: mi piace essere chiaro, e mi piace che lo siano anche loro, quindi se mi date qualcosa (e lo fate con tutti) me lo scrivete, per favore? Nulla. Inizia a crescere un discorso che va a puntare sul discorso fiducia. Faccio capire che io posso aver fiducia nella persona che ho di fronte, su quella con cui parlo, e così via, ma non posso fidarmi di qualcosa che viene solo detto a voce e che non vuole essere messo a verbale.

Da lì il delirio. Ad un certo punto mi sento dire: "io mi sono fidata del suo titolo di studio, come mi ha scritto sul CV". Naturalmente faccio notare che quello ha un riscontro oggettivo. Ma stiamo scherzando? Mi fa notare che le promesse di crescita che mi hanno propinato non me le scriveranno mai. E grazie al c***o, in quello sono io a porre la mia fiducia sull'azienda, non chiedo nulla a nessuno. Ma per le cose che mi vengono offerte subito, magari vedere qualcosa di scritto (come ho visto qui in Uniteam, come ho visto bene da altre parti) non sarebbe male. Poi quasi mi chiude il telefono in faccia:

"Ma lei quindi cosa vuole?". Cado dal pero.

"Mi metterò una mano sulla coscienza, valuterò la vostra offerta e le farò sapere".

P.S. Ma l'omino nel logo, sbaglio o sta scappando?