Italia, il paese di penosità

Faccio il verso ad un mio vecchio post, quello sul portale Italia.it.

Beh, pare che alla fine abbiano definitivamente cassato il progetto: il portale Italia.it è morto. Ha chiuso i battenti, ha cessato di respirare nel pomeriggio dello scorso venerdì. Portandosi nella bara quei (parecchi) milioni di euro che è costato allo Stato Italiano. 58, secondo le ultime dichiarazioni del Governo. Sicuramente potevano essere spesi meglio, ma non facciamone un caso politico.

Forse qualcuno si ricorderà degli appunti che avevo fatto circa la navigabilità del sito e la sua qualità tecnica. Qualcosina è stato modificato negli ultimi tempi, qualcosina no. Tanto basta per ottenere dal CNIPA (il Centro Nazionale dell'Informatica per le Pubbliche Amministrazioni) un riconoscimento dell'adeguatezza del portale ai requisiti della legge Stanca per l'accessibilità. Un po' storco il naso quando me ne rendo conto.

Storco un po' il naso quando scopro che il riconoscimento è stato dato da poco tempo (novembre 2007), ma in sordina. Così come in sordina si è scelto di tagliare i cavi del portale verso la rete. Un lavoro pessimo, portato avanti in modo pessimo, terminato in modo pessimo. Un ottimo esempio di quella che è l'Italia, non c'è che dire.

Ma perché dobbiamo sempre farci riconoscere, sia nel nostro paese sia in Europa (e nel mondo)?

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