Un logo di qualità

Personalizza anche tu il tuo sito con i nuovi logo dell'Italia della Qualita`!

Vi ho messo su questo collegamento alcuni remake del logo di italia.it, in modo che anche voi possiate mostrare al mondo quanto apprezziate il lavoro di quelli che hanno sviluppato il nuovo portale. Molto carini, in formato .png e .psd, nel caso in cui vogliate modificarli a vostro piacimento. Non mi ricordo ora da che sito li ho presi. Quando lo ricordero` aggiungero` il link ...

Italia, il paese di qualità

Italia, il paese di qualita`. Cosi` recita la home page del nuovissimo portale tricolore Italia.it, fresco fresco di pubblicazione sul web, cosi` nuovo e cosi` gia` fortemente criticato e contestato dalla comunita` degli sviluppatori Web. Quelli seri.

Andiamo con ordine e cerchiamo di non divagare. Fatto il corso di HCI e ricevuta una piccola infarinatura di accessibilita` e usabilita`, mi trovo di fronte un prodotto nuovo nuovo direttamente servito dal governo italiano (ammesso che ce ne sia ancora uno). Ottima piattaforma di lancio, mi fiondo sul portale per vedere come e` che vanno fatte le cose fatte bene. Tre secondi di navigazione e subito mi risento ... Faccio un piccolo elenco delle cose fatte veramente bene:

  • la pagina di apertura presenta i menu per la scelta della lingua e poi un'ottima animazione in flash con il Bel Paese tutto quadrettato. Piena accessibilita` per i non vedenti, direi. Quale browser testuale non supporta Flash?
  • si passa alla pagina principale del portale. Agli inizi del 2007, quando nel Web non si parla d'altro che non del Web 2.0 (sapete, quelle cose con XHTML, CSS, AJAX e simili, no?) faccio un piccolo controllo, perche` il layout della pagina mi sembra molto carino, e voglio vedere come e` stato realizzato. Bene, niente CSS. Siamo tornati alla vecchie tabelle. Apprezzabilissimo, no? Anche dal punto di vista della navigabilita` per via testuale siamo al massimo!
  • altro blocco in Flash al centro della home page, ma tanto ci siamo abituati e non ci preoccupiamo piu` di tanto. Se qualcuno poi ha problemi di cecita` et similia, beh, cazzi suoi.
  • do` uno sguardo al codice. Bella l'idea di mettere dei collegamenti nascosti, visibili solo rimuovendo le specifiche di stile applicate al sito, per saltare al menu principale di navigazione o al contenuto principale del portale. Davvero un'ottima interpretazione, e non scherzo, delle specifiche sull'accessibilita`.
  • provo a spostarmi fra i link con il tasto amico Tab, fondamentale per un browser testuale, e al passaggio sul tasto di Ricerca, li` in alto a destra, premi Tab e si attiva automaticamente la ricerca. Si`, ma quale ricerca? Io non voglio cercare niente! Io voglio semplicemente passare al prossimo collegamento ipertestuale!
  • voglio organizzare la mia gita in Italia, vado su Organizza il tuo viaggio. Ora, a parte il nome del link alla pagina, che ritengo personalmente imbarazzante ... ma che senso ha mettere uno strumento in Flash per una roba del genere? Che tra l'altro non ti fa personalizzare il tuo viaggio, no! Ti fa solo vedere delle info generiche su eventuali mete, partenze, collegamenti con l'estero, etc. Molto utile. Ah, il Flash e` fruibilissimo per contenuti accessibili.

Questo per quanto riguarda la parte un attimino piu` tecnica. Poi viene la parte veramente imbarazzante. Girando sul Web ho scoperto due cose da far venire la pelle d'oca alla lingua:

  1. Il logo del portale e` stato studiato e realizzato da una societa` americana di cui non ricordo il nome (e non mi preoccupo della cosa) alla modica cifra di 100.000 euro. Cosa che nemmeno l'Universita` di Pavia per l'applicazione di gestione dei piani di studio ...
  2. Il portale, che sembra realizzato con il peggior CMS (Content Management System, vedi la definizione di CMS su Wikipedia.org) e` stato dato in consegna al nostro Bel Paese con un compenso, irrisorio direi, di circa 4 milioni di euro. Del tipo che se lo facevo io nei miei ritagli di tempo lo facevo, non dico meglio, ma un po' piu` a buon prezzo. Di sicuro piu` usabile e accessibile, non ci piove.

Non so che altro dire. Ma e` possibile? Ma in che paese viviamo?
In un paese di qualita`?

Modificato il 26 febbraio 2007, alle 19:45

Mi stavo sbagliando, in effetti. Gli sprechi economici per il sito sono stati di gran lunga superiori. Ho letto che (e la fonte pare essere direttamente ministeriale) il costo complessivo si aggira sui 45 milioni di euro, e non solo 4 come ho detto. Pare inoltre che il costo poteva anche arrivare ai 90 milioni, ma siamo riusciti ad ottenere uno sconto e a risparmiare un po' sui contributi alle Regioni, che partecipano alla gestione dei contenuti del portale.

Prossimamente inseriro` un nutrito elenco di siti che parlano, sempre e comunque screditandolo, del portale e del suo log, con una visione un po' piu` tecnica della questione. 

OpenCola, la Cola che ti fai a casa

Non ci volevo credere quando l'ho vista, eppure pare che esista davvero! E non da qualche giorno fa, ma pare da un paio di anni almeno.

Si parla della OpenCola, la cola distribuita corredata di istruzioni per l'uso, ovvero della ricetta per la preparazione, fornita con licenza GNU General Public License, in piena filosofia Open Source. In parole povere: scarichi la ricetta, compri gli ingredienti, segui le istruzioni e poi ti gusti la tua bibita leggera frizzante direttamente dal tuo frigo, senza rifornire le casse della The Coca Cola Company. O della Pepsi. O di chi per loro, insomma.

Un'idea geniale oppure l'ennesimo eccesso del mondo Open Source? Mi verrebbe voglia di provare la ricetta, ma dove cavolo trovo gli ingredienti? Provate a darci un'occhiata ... olio di lime? Olio di cassia? Ma di cosa diavolo e` mai fatta la cola che gustiamo quasi quotidianamente? Noli quaerere, dicevano ... 

Se proprio volete, questa e` la ricetta della OpenCola, alla sua ultima versione disponibile. Magari se la provate, fatemi sapere se la cosa e` fattibile. Metto una piccola aziendina privata in collegio, e faccio i miliardi! 

Fan del Mac Book Pro

Piccolo inciso prima del post vero e proprio ... guardate l'immagine di questo articolo (cliccare per credere). Vi pare che alla Apple si faccia uso di un'algebra del tutto particolare? La percentuale di utilizzo del mio processore, grazie a Diablo II, vola oltre il 110%. Quando si dice ottimizziamo al massimo le risorse ...

Una delle cose che mi dispiacciono maggiormente del mio Mac e` il fatto di essere stato tirato fuori prematuramente. I difettucci che ha qua e la` si fanno sentire, a lungo andare, e su un computer di fascia alta come questo sono davvero fastidiosi.

Parliamo delle ventole del Mac Book, le fan, tanto per dirla all'inglese. Bene, gli ingegneri della Apple hanno intelligentemente scelto di impostare il portatile in modo che la velocita` minima delle stesse all'interno della macchina sia attorno ai 1000 giri al minuto (RPM). Nulla di male in questo, se non fosse che in condizioni di normale utilizzo, quella velocita` non porta la temperatura della CPU mediamente al di sotto dei 60/65 gradi centigradi. Il computer scalda quindi un casino, con anche potenziali problemi legati alla vita media dei componenti integrati. Ma questo agli ingegneri della Apple andava bene, evidentemente. Ulteriore problema: i sensori di temperatura. Se questo fosse un computer decente, gia` sopra i 60 gradi si attiverebbero i sensori in modo che il sistema di controllo delle ventole riportasse la temperatura a livelli ottimali. Negativo.

Ho provato, su suggerimento di Rascal, un piccolo test utilizzando il programmino yes di Unix, quello che utilizza quasi al 100% (un po' meno di Diablo II, quindi) il processore per continuare a scrivere y nella shell. Beh, dopo nemmeno un minuto la mia CPU friggeva a circa 89 gradi, quando le ventole hanno iniziato a girare a 3700 RPM.

Soluzione: girando un po' sul web ho scovato un simpatico programmino, smcFanControl, il quale sui Mac permette all'utente di impostare la velocita` minima delle due ventole interne. Comodissimo! Subito ho impostato le mie a una velocita` non troppo modesta di 3000 RPM, dato che il Dual Core scalda un casino, col risultato che ora la temperatura della CPU sta mediamente sui 47 gradi, un gran bel guadagno rispetto a prima. E in piu` riesco finalmente a stare in bagno col portatile senza distruggermi le ginocchia!

Piccola vacanza ad Arezzo

Lo scorso fine settimana io e Rascal ci siamo regalati un bel pomeriggio di sano lavoro ad Arezzo. Siamo andati a trovare il nostro serverino (per intenderci, quello su cui girano queste pagine) essendo che era gia` da un po' di tempo che l'avevamo lasciato solo. Io, in particolare, non l'avevo ancora mai visto ...

Pomeriggio all'insegna delle maledizioni di Linux e di Debian in particolare. Il compito era tutto sommato semplice, aggiornare il kernel dalla 2.4.x alla 2.6.x, cosa che purtroppo Rascal e Mattia (il capoccia del gruppo, quello che in realta` si e` sbattuto di piu` per cercare di sistemare le cose; fatevi un giro sul sito di Blupixel) non erano riusciti a fare da remoto. Bene, nel kernel 2.6.x distribuito con la Debian esisteva un simpaticissimo bug che, unito all'hardware del nostro server Dell mandava a puttane il controller IDE/ATA della scheda madre, rendendo ad un certo punto irreperibile il lettore cd del computer. Quindi: niente installazione di Debian.

Soluzione: scaricare una release testing non ufficiale della Debian (naturalmente NetInstall) di un genio giapponese che aveva ricompilato il modulo del kernel per risolvere proprio quel problema. Problema del cd risolto. Si inizia con l'installazione, partizionamento dei dischi, montaggio del Raid software; abbiamo sbagliato mille volte, e mille volte si ripartiva daccapo. Finito con il settaggio dei dischi, installazione del sistema base. Guarda caso, Debian si pianta, piu` e piu` volte, in punti diversi. Bestemmie a non finire.

Soluzione: abbiamo scoperto che uno dei vecchi dischi era una attimino sputtanato, al che si compra un disco nuovo da quelli della Aruba (gentilissimi, cosa davvero piacevole) e si fa ripartire l'installazione. Problemi risolti. Si installa tutto. Cioe`, il sistema di base, intendo ... piu` Apache, PHP 5 (come ti adoro, finalmente Wikipirla tornera` a casa!). Niente piu`. In un pomeriggio di doveva formattare e reinstallare tutto il server, e invece a malapena l'abbiamo reso avviabile. Il resto del lavoro l'hanno fatto da remoto Rascal e Mattia, tra sabato e domenica.

Risultato: ora tutto funziona alla grande, come nemmeno noi avremmo sperato. E io conosco un po' piu` la citta` di Arezzo. Beh, quanto meno la stazione e la zona industriale.