Profuma l'aria d'intorno

Non ho abbandonato queste pagine, davvero. E` solo che sto cercando di riprendermi dopo la settimana d'inferno passata, e culminata nel pranzo/festa di S. Pio qua in Collegio.

Ho fin troppo parlato di quanto si e` detto in Collegio su quanto si doveva fare e non si e` fatto, sulle ragioni da codardi etc etc, quindi mi risparmiero` lo sforzo di riprendere in mano l'argomento.

Allora che faccio? Mi affaccio alla finestra della mia stanza, e penso. Penso e osservo che anche il mondo fuori sta cercando di tornare a vivere un po' alla volta. Il sole imperterrito cerca continuamente di stracciare via le nubi e di tornare a splendere sulla pelle pallida di gentili donzelle che lo attendono a braccia aperte, anche se ultimamente la forza dei suoi tentativi tenta di scemare. E al fianco del sole e` la natura tutta che sta li` e riemerge a vita nuova. Di tanto in tanto si affacciano sul tetto aperto del quadriportico stormi di uccelli vagabondi che chiacchierano -chissa`, magari gioiosamente- sempre evitando di rendersi a noi comprensibili, e cosi` vivacizzano un po' la mia giornata altrimenti interrotta solo dalle urla e dagli schiamazzi dei soliti esseri umani ...

E anche gli alberi son li` che si gettano a capo chino nella primavera ormai nel pieno della sua rinascita, e iniziano a diffondere nell'aria il loro prezioso polline, lo stesso che ora sta li`, sempre fuori della mia finestra, sospeso a mezz'aria in attesa che un colpo di vento ne definisca l'immediato futuro. Un po' come me, in fondo. E sempre lo stesso polline e` quello che ti penetra nelle narici, quando vai a spasso per la citta`, quando prendi la bici e vai e torni dalla Nave, quando ti affacci dalla finestra e respiri. Tutta la citta` ha un nuovo profumo in questi giorni, dolce, inebriante.

E io non so cosa pensare. Spero solo vada tutto bene.

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