Parole al vento

Da quanto tempo non mi metto più alla tastiera a scrivere di quello che mi viene in mente, eh? Beh, potrei trovare ancora la forza di farlo, e già che ci sono, lo faccio.

Tempi duri quelli a venire. Tempi duri quelli presenti. E se ci si pensa bene, tempi duri quelli passati. Ho una tendenza innata a vedere il peggio di tutto quello che mi circonda, e mi capita, lasciando spesso scivolarmi via dalle mani il bello della vita, come se niente fosse. E guardare troppo a lungo al peggio non aiuta di certo ad andare avanti.
Volete che vi narri delle disavventure di un ragazzo di venti e passa anni che guarda nella sua vita e non riesce a vedere neanche la propria immagine riflessa, come se quella stessa vita che lui ha lungamente vissuto non gli appartenesse? Come se fosse di tutta un'altra persona? No, non lo farò, non sono così sfrontato da screditarmi sulla pubblica piazza senza avere in cambio nemmeno un pacchetto di noccioline. E quindi lo sto facendo. Spesso le cose non dette, quelle sottaciute, hanno la stessa intensità e lasciano il segno allo stesso modo di quelle palesemente espresse.
Ma vedete come sono in grado di dire tutto e niente? E' o non è questa la mia piccola grande valvola di sfogo? Certo che lo è, ma sono cmq troppo fragile per sfogarmi così tanto apertamente, quindi preferisco farlo un po' alla volta, gradualmente. E allo stesso tempo tendo a non sfogarmi affatto, cadendo in contraddizioni come contraddizione è questo inutile post.

Ma in fondo scrivere mi serve, quanto meno passa più velocemente il tempo, riesco a fermare per un po' i pensieri, concentrandomi su quello che sto scrivendo. A volte però mi piace scrivere, come sto facendo un po' stasera, senza troppo controllare i pensieri, in una sorta di flusso di coscienza non supervisionato. Non so cosa ne stia venendo fuori, forse tutto quello che sono, forse un semplice esercizio di non-stile, quindi inutile.
Non riesco più nemmeno a dare credito alle mie parole, come faccio a darne alla mia vita? Di fronte ad un bivio spesso non so dove svoltare, lungo un rettilineo, non so verso quale estremo, o quale bivio, dirigermi. Non so, mi pare di sentirmi vuoto. Un piccolo palloncino di elio che vagabonda in una stanza alla quale è relegato per troppo tempo, di quale fin troppo conosce spigoli e vertici.
Forse non sono così tanto vuoto, e voglio solo farmi credere di esserlo ... In fondo, sto capendo che non so, non mi capisco, non ho idea di dove stia andando, di cosa ho da fare. Non ho nulla a cui aggrapparmi, sento di star perdendo troppe cose. Se guardo un attimo a chi ero fino ad un anno fa, anche due, parecchie cose, e persone naturalmente, mi mancano. Mi sento a metà. Anche meno.

Il bicchiere come lo vedete? Mezzo pieno o mezzo vuoto?

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