Lune piene e Metal

Devi stare male, deve mancarti qualche neurone. Forse se lo cerchi bene riesci magari anche a ritrovarlo. Questo, quando ti ritrovi a fare quello che ho fatto io stanotte. Si chiacchierava con Attilio via MSN dei suoi casini, degli spettri nel suo armadio, dei dolori della sua vita, delle mie preoccupazioni, del caos che ci sta avvolgendo. Bisogno di uscire un attimo a svagarmi ne avevo fin troppo, una voglia pazza che mi attanagliava gi? dal primo pomeriggio di uscire in bici e andare da qualche parte. Da qualunque parte. Voglia di cercare altra vita all'infuori di quella che ci schiaccia. E' stato un attimo. "Magari". Ok, prendo la bici e parto. Ma non ? primo pomeriggio, ? l'una e mezza di notte, e sto andando a Ca' della Paglia.

Vento freddo, freddissimo, negli occhi, fra i capelli, sul viso, nelle orecchie. E nel gelo, i Sigur R?s a suggerire di soli nascenti all'orizzonte. Pedali e continui a farlo. Sugli occhi un velo di lacrime, ma non sono tue, ? ancora quel vento inumano. Piangere un po' fa sempre bene, ma -cazzo- fa troppo freddo. Si raffredda anche l'anima. E allora non senti pi? niente. Senti solo l'irregolare battito del cuore in salita, i muscoli che bruciano nello sforzo improvviso.
E poi alzi gli occhi. Eccola l?, sempre in attesa, in agguato, ma non ancora nel suo completo splendore. Una morbida culla dorata che si fa carico di tutti i tuoi pensieri e delle tue angosce. Cara, di nuovo ti strappa un sorriso, come sempre, come solo lei sa fare. Magnetica. Magnifica.
E senza rendertene conto, con il fiato ormai corto per lo sforzo, sei arrivato al capolinea. Casa dolce casa.

Non so quanto tempo abbia impiegato, ma di sicuro ? stato molto poco. "Cazzo, fra tre ore mi devo alzare". E so che lo accompagner?, non lo faccio uscire da solo per restarmene qui a dormire al calduccio, mentre lui va a lavorare. Allucinante, ? una situazione irreale, davvero. In pochi minuti sono saltato dal caos muto della mia stanza, orami culla della mia vita, al caos allegro della stanza di Attilio, attoniti l? a ridere l'uno con l'altro della follia che ci accomunava. E quindi a nanna, letto di merda (ma grazie lo stesso!) troppo corto per me, ripiegato come un gamberetto sono per? riuscito a dormire. Notte magnifica, anche se corta. Avere qualcuno accanto in certi momenti, anche se dorme, ti aiuta parecchio.
E per? suonano le cinque, ora di alzarsi. Stanchissimi e rincoglioniti ci solleviamo dai letti e iniziamo a vestirci, a risistemare tutto, e a prepararci per uscire di nuovo al gelo bastardo di Pavia. Ma forse non erano le cinque, forse un attimino pi? tardi.
Passeggiata con Attilio fino alla fermata del suo bus, o quasi, saluti e baci, quasi mi dispiace di doverlo lasciare solo. Di dovermi lasciare solo.

Ma che diamine! Altro che freddo! Ghiaccio, distese di ghiaccio a terra e nell'aria. I guanti sono gi? ghiacciati ancora prima di partire, figuriamoci il resto del corpo. Dolore acceso ai polpastrelli mentre navigo nel gelo. E questa volta mi lascio accompagnare dalla cattiveria dei Motorhead, tentando cos? di risvegliare l'anima e -magari- anche la circolazione del sangue. Non so quanto tempo sia passato prima di tornare a sentire le dita. Forse ero gi? davanti alle Poste centrali, chi ricorda? Ritorno solitario, nessuna luna a indicare la strada, e a restituirti pensieri e angosce. Tutto affogato nella notte passata.

Sono le sei quando rientro in stanza, e scopro con tristezza che devo rifare il letto prima di rimettermi a dormire. Con un po' di buona volont? riesco anche in quello, e poi mi fiondo dentro, sotto lenzuola e coperte.
E poi non si sa perch?, si riattiva tutto. Reset del sistema, e siamo al punto di partenza. Non ho chiuso occhio fino alle 10, credo, e un'ora dopo mi sono alzato. Bella giornata di cacca, buttata nel cesso. Neanche mi ci sforzo a mettermi sugli appunti -a dire il vero ho tentato un paio di volte- tanto so gi? che non capir? un bel niente.
Cos? ora sto studiando.
Ah s?? E che si studia di bello?
Urca urca, tirulero! Quanto tempo! E tu che ci fai da queste parti? Ah beh, il solito immagino ... Allora, ora come ora studio Azionamenti, materia veramente defecabile, professore logorroico, inutile, appunti incomprensibili. Un amore, insomma. Spero di riuscire a farla per benino, per luned? prossimo.
Bravo, vedo che stai tornando a ragionare come si deve. E allora sotto con lo studio, neh?
Eh, ci tocca. Anima e corpo, ch? se non riesco a fare gli esami entro il semestre mi suicidio. Cmq ? certo che siamo organizzati di merda noi a ingegneria ...
Ma tu lo sai che a ingegneria siete cos?, per cui magari sei tu che ti sei organizzato di merda ...
Certo, noi siamo organizzati di merda, io in questo mi sono organizzato di merda, e per migliorare ancora la situazione sto facendo in modo da accumularmi una buona dose di problemi in modo da rendere la vita pi? piccante.
E senti un po', cos'? 'sta questione del Metal giusto giusto nel titolo?
Argh, mi sto convertendo alla musica leggera, odd?o ... Ho deciso di tornare alle vecchie abitudini, un bel "gruzzolotto" di musica pesante nelle orecchie mentre si studia, senn? rientro nei soliti circoli viziosi e poi amen ... Metallica, come gi? il buon vecchio puzzle insegnava.
Il puzzle, quanto mi manca. Mi manca il fatto di avere tempo da dedicargli senza privarmene per altre attivit? ben pi? importanti. E che cavolo, almeno per Maggio deve essere finito! Senn? che sfigati siamo?
Sai che ti dico? Tu sei stanco, io sono stanco di vederti tale. Allora facciamo che te ne torni allo studio per un po', almeno cerca di rendere la serata fruttuosa. Poi a nanna abbastanza presto, letture da svago completo, e torniamo ai vecchi ritmi. E ora basta fare la parte del bimbo bastonato.
Ci sentiamo poi quando devo rimboccarti le coperte ...

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